Con l'accusa di aver compiuto una serie di piccole estorsioni, una sorta di "minipizzo", a commercianti ed imprenditori di Genova, facendo credere alle vittime di agire per conto di una potente organizzazione mafiosa, due genovesi di origine siciliana sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Investigativo e dai finanzieri del Gico. Si tratta di Giovanni Viscuso, di 30 anni e di Camillo Finato, di 39. Le indagini, nate separatamente, di carabinieri e finanzieri sono state unificate sotto la direzione del pm Federico Panichi, della direzione distrettuale antimafia. Tra maggio e giugno scorso - hanno accertato i militari dell' Arma - i due hanno convinto con varie minacce un macellaio, un barista ed un piccolo imprenditore edile a consegnare centinaia di euro, ma anche telefoni cellulari ed altro materiale elettronico, per un valore complessivo di diecimila euro. La Guardia di Finanza, con intercettazioni telefoniche e ambientali, ha segnalato 14 episodi estorsivi, cinque dei quali ritenuti dal gip sufficienti per emettere gli ordini di custodia cautelare in carcere.
Cronaca
Chiedevano il "pizzo", arrestati
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