Cronaca
Contro i "bassi" cancellati, i trans si fanno fotografare su un calendario
1 minuto e 17 secondi di lettura
Lo slogan che ha portato Obama alla presidenza degli Stati Uniti….”yes we can” e tormentone, (meno fortunato) per Veltroni “…si può fare”, diventa motto anche per i trans genovesi che posano per un calendario, in risposta al Comune di Genova che intende chiudere i “bassi” nella città vecchia. Non è uno scherzo. Domani, i trans che aderiscono al comitato per i diritti dei transgender “Princesa”, insieme a Don Gallo che mercoledì ha cenato con loro, presentano l’iniziativa e, naturalmente anche gli scatti sexy, alla stampa, proprio nella comunità di via Buozzi. Ogni mese del 2009 avrà il suo trans, immortalato sull’uscio dei bassi, proprio come cantato da De Andrè in “Bocca di rosa” a cui le prostitute intendono rendere omaggio. Il cantautore genovese infatti, con Ivano Fossati, immortalò la vera “Princesa” nella canzone “Anime Salve”. Il calendario, realizzato da “Hi!magerLAB”, avrà scatti del fotografo Luca Stuto e la grafica di Riccardo Botta, non mostra nudi ma da oggi, chiunque pronunci “voi lì non potete stare” la risposta sarà: “Yes, we can…sì, noi possiamo”. Così, dopo lo scalpore di qualche settimana fa, quando le prostitute scesero in piazza in pieno giorno con gli ombrellini rossi in un giorno di sole per protesta contro la chiusura dei bassi, esce il calendario 2009 perché se verba volant..scripta manent. (A. Chieregato)
Ultime notizie
- Rilancio memoriale Morandi con più indicazioni, un curatore e inviti alle scuole
- Semplici oltre il rischio esonero: "Sono qui. Ora salviamo la Sampdoria"
- A Genova 24 assunzioni per coprire le assenze del personale nei nidi
-
Le miniere di Libiola: dalla preistoria a oggi tra oro e rame in "Presa diretta"
- Ecco 14 suggestivi itinerari della fede nei parchi della Liguria
- Caldaia prende fuoco, incendio in una casa di San Bartolomeo al Mare
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti