Cronaca

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C'è chi ha preso residenza a Genova. Perchè nel capoluogo ligure da tempo centinaia di transgender arrivano da tutta Italia per cambiare sesso. Attualmente sono già 270 i casi seguiti dal Dipartimento di Scienze Endocrinologiche e Metaboliche dell'Università. La notizia, per molti choc, è stata anticipata oggi dal quotidiano "La Repubblica". C'è infatti un patto di collaborazione tra la struttura giudiziaria, quella sanitaria e le associazioni che hanno trasformato Genova nella meta per uomini e donne che vogliono cambiare sesso. La città vanta così un primato che si confronta solo con Torino e Trieste. Sono 270 i pazienti, 200 uomini che vogliono diventare donna e 70 donne che intendono diventare uomo. Fondamentali i ruoli del giudice del Tribunale, presidente della sezione famiglia, Francesco Mazza Galanti, il professor Diego Ferone del Disem e Mirella Izzo di "Crisalide", l'associazione che si occupa di trans. Sono queste tre figure a seguire i casi per far ottenere ai pazienti il nulla osta giudiziario, visite e terapie in tempi accettabili. Entro tre mesi arriva la riposta: una dozzina di casi all'anno per il Tribunale di Genova. Il permesso si ottiene dopo visite psichiatriche per la diagnosi del disturbo di identità e quindi viene avviata la terapia ormonale, poi l'intervento chirurgico e il cambio delle generalità all'anagrafe. Genova segue il protocollo internazionale Wpath e non quello italiano Onig. La differenza: il primo prevede la figura dello psichiatra, il secondo prevede sedute di psicoterapia.