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Il matrimonio misto è un matrimonio "ad alto rischio": lo ha affermato monsignor Paolo Rigon, Vicario giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Ligure, questa mattina a Genova durante la cerimonia di inaugurazione dell'Anno Giudiziario. In simili circostanze, ha affermato, "non ci si deve illudere sulla presunta o apparente integrazione di chi ha culture e religioni diverse" perché "non è la permanenza per anni in Italia che integra e neppure gli studi fatti in Italia e, soprattutto, è necessario diffidare dalle promesse che vengono espresse da queste persone perché proprio per quanto concerne il matrimonio, la famiglia e la prole le culture ataviche hanno sempre la supremazia, oltre alla grandissima influenza delle famiglie di origine". In particolare, ha aggiunto monsignor Rigon, "quasi tutte le religioni non cattoliche ancorché anche cristiane (si pensi a tutte le sette protestanti, nonché la Chiesa ortodossa orientale) non concepiscono il matrimonio come indissolubile, è un concetto totalmente al di fuori della religiosità e della cultura non cattolica". "In Italia - ha aggiunto - sono circa 300 mila le coppie miste sposate e da 200 a 300 mila quelle solo conviventi. Nel 2005 - ha proseguito - le separazioni in Italia di matrimoni misti sono state 7.546 con un aumento del 76,7% rispetto all'anno 2000".