Cronaca

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Venticinque feriti e dieci arresti. Questo al momento è il bilancio di una notte di follia a Genova. Gli ultrà serbi, che dal pomeriggio di ieri avevano già dato segni di violenza in città, si sono scatenati all'interno dello stadio Luigi Ferraris dove si sarebbe dovuta giocare la partita della loro nazionale contro quella dell'Italia. Una partita che non si è mai giocata, iniziata con quaranta minuti di ritardo e sospesa dopo appena sei minuti. All'uscita dallo stadio lo scontro tra i facinorosi serbi e forze dell'ordine è esploso. Gli ultrà che cercavano di riversarsi in città sono stati trattenuti dentro lo stadio e fatti defluire lentamente verso i pullman, ma per far ciò si è arrivati al corpo a corpo nel piazzale davanti allo stadio. Incidenti, pioggia di bottiglie e persino un pullman amt bruciato. Tra i feriti anche un carabiniere, che ha riportato un trauma cranico. Decine di ultrà sono stati fermati per essere identificati e perquisiti. Trovate spranghe, bombe carta e fumogeni: le armi della guerriglia che questi pseudo-tifosi hanno messo in campo ieri a Marassi.Intanto, è stato arrestato il “capo” degli ultras serbi. Il ragazzo che ha tagliato con un tronchesino la rete di protezione del settore ospiti, accendendo bengala e bruciando una bandiera del Kosovo, è stato fermato dalle forze dell’ordine. È stato trovato nascosto nel vano motore di un pullman.