Cronaca

1 minuto e 30 secondi di lettura
Su di lui pendeva un mandato di cattura internazionale, lo cercavano anche in Canada e in Sud America. Ma Onofrio Garcea 60 anni, latitante dal 23 luglio scorso  accusato di usura aggravata da metodi mafiosi e vicino ad alcune famiglie della ‘ndrangheta passeggiava tranquillo per via Opisso, a Genova Pegli. La sua latitanza si è interrotta nel pomeriggio del 21 dicembre quando ha incrociato lo sguardo di un carabiniere di quartiere fuori servizio e impegnato come lui nello shopping natalizio. "Ero in via Opisso fuori servizio - ha dichiarato l'appuntato Roberto Fontana della stazione dei carabinieri di Sestri Ponente - ho incrociato il suo sguardo. Lo conoscevo per la sua attività commerciale a Sestri Ponente e quindi senza farmi accorgere ho dato l'allarme. L'abbiamo seguito e quando l'abbiamo preso con i colleghi ci ha fatto i complimenti e ha detto: speravo di trascorrere il Natale a casa". Di più Garcea non ha detto e dopo essere stato arrestato e portato nel carcere di Marassi si è rinchiuso nel silenzio di rito.  Ben vestito e curato nella persona il latitante è stato fermato all’interno di una macelleria segnale che l’uomo si era ristabilito a Genova dopo qualche tempo fuori Liguria secondo le informazioni raccolte dai carabinieri. I militari cercano ora di trovare complicità. Tra le scoperte già fatte quella sulle sue impronte digitali modificate per evitare una possibile identificazione. "Un fatto questo - ha spiegato il comandante del nucleo investigativo dei carabinieri genovesi Oreste Gargano - che certifica il suo profilo criminale. Va detto però cher per ora nonostante siano state accertati legami con alcune famiglie della 'ndrangheta non è accusato del 416bis. Ricordo poi che a Garcea nei mesi scorsi erano stati sequestrati beni per 250mila euro".