“Confindustria pagaci il contratto” e “senza contratto c’è l’agitazione” con questi cori i lavoratori metalmeccanici sono scesi in piazza a Genova per chiedere il rinnovo del contratto scaduto a giugno dello scorso anno e con un braccio di ferro tra sindacati e parti datoriali. Un corteo partito da piazza Massena a Cornigliano intorno alle 9,20 con i manifestanti che dopo due ore in cui hanno attraversato la città sono arrivati davanti alla prefettura. Qui l'incontro con il prefetto Cinzia Torraco. In tutta la Liguria sono circa 24 mila i lavoratori del comparto. L'ultima manifestazione a Genova da parte dei lavoratori del comparto era stato lo scorso 20 febbraio, prima ancora a dicembre. A monitorare il traffico gli agenti della polizia locale che hanno chiuso le strade durante il passaggio dei manifestanti. Pochi i disagi al traffico, la Sopraelevata è rimasta sempre aperta, segnalato qualche rallentamento quando il corteo ha attraversato via Cantore all'uscita del casello di Genova Ovest e lungo la rotatoria di via Milano.
Una volta arrivati sotto la prefettura i lavoratori hanno chiesto agli agenti della polizia presenti davanti all'ingresso dell'ufficio territoriale che rappresenta il governo. Dopo pochi secondo gli agenti hanno tolto il casco e da lì gli applausi da parte dei manifestanti. Dopo il breve incontro con il prefetto i discorsi finali. "Occorre che quel tavolo di trattativa si riapra - spiegano Stefano Bonazzi della Fiom -. Lo abbiamo detto alla prefettura e lo diciamo anche alla politica, è inaccettabile che non si muova foglia e nessuno prenda posizione tra le forze politiche, sono tutti i giorni a fare campagna elettorale, mai che uno abbia detto che vada rinnovato il contratto".
Christian Venzano, segretario Fim Cisl Liguria: “Federmeccanica ed Assistal non voglio riaprire la trattativa e questo è inaccettabile. La loro posizione come abbiamo già dichiarato è pericolosa perché di fatto attaccano il nostro contratto partendo dalle regole per poi attaccare la struttura del contratto più importante del paese, non riconoscendo di fatto la dinamica della trattativa per l’aumento salariale e sulla valorizzazione delle professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici e del meccanismo del recupero del potere d’acquisto con la clausola di salvaguardia".
Stefano Bonazzi, segretario Fiom Cgil Genova: "Siamo al terzo sciopero generale dei metalmeccanici per riconquistare il contratto nazionale, oggi sono altre 8 ore di sciopero che in tutta Italia i metal meccanici metteranno in campo, e Genova farà la sua parte per riconquistare salario e diritti per questa categoria che è una delle più importanti per il paese, qualcosa come un milione e mezzo di metalmeccanici. L'ultima volta che mettemmo in campo una mobilitazione di questo tipo era il 1999, sono 26 anni che i metalmeccanici non mobilitavano con questa intensità".
Antonio Apa, coordinatore regionale della Uilm Liguria: "L'atteggiamento di Federmeccanica è incredibile, ci hanno presentato una conto-piattaforma andando contro il voto dei lavoratori che hanno votato al 98% la proposta. Due sono i punti controversi, da una parte c'è il salario. Il costo della vita è aumentato del 17% mentre i salari dei metalmeccanci sono cresciuti del 4%, quindi ci sono 12 punti di differenza. Loro rispondono che chiediamo troppo. Di conseguenza non ci sono i presupposti. Il secondo tema riguarda l'orario, noi cerchiamo di collegare gli aspetti ambientali cercando di coniugare le possibili eccedenze di personale e facendo in modo di far entrare nuova manodopera nelle fabbriche senza utilizzare i 17 miliardi di cassa integrazione che fanno solo e unicamente assistenza".
Lo scontro tra le parti
Le associazioni datoriali puntano su un modello basato su sostenibilità, competitività e welfare aziendale, proponendo l’aumento dei flexible benefit fino a 400 euro e nuove tutele come una rendita per la non autosufficienza. I sindacati insistono su un incremento salariale di 280 euro lordi, giudicato insostenibile dalle imprese. I lavoratori chiedono infatti di estendere i diritti, contrastare la precarietà, ridurre l’orario di lavoro, aumentare la tutela in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e negli appalti. Per quanto riguarda le associazioni datoriali invece la piattaforma prevede tra le altre cose l'assenza di un aumento salariale se non quello definito in base all’andamento dell’inflazione (IPCA NEI). Tutto solo se la cifra dell’adeguamento, tra previsione e consuntivo, risultasse superiore all’1%, il differenziale verrà riconosciuto a partire dal mese di dicembre di quello stesso anno e non più a giugno.

Il contratto di lavoro è scaduto lo scorso giugno. Ma le trattative sono completamente ferme. La piattaforma di Federmeccanica si basa su circa 15 punti che risultano essere molto distanti dalle richieste dei lavoratori: si parla di aspetti legati al welfare, alla sicurezza sul lavoro, alle misure di salvaguardia, alle ditte di appalto e altro. I sindacati chiedono come base un aumento di almeno 240 euro per far fronte al caro vita di questi anni legato all'inflazione. In media un operaio metalmeccanico di quinto livello in Italia guadagna 1800 euro, si parla di un quasi un 30% in meno rispetto alla media europea.
Il corteo per le vie della città
Il corteo è partito alle 9,20 da piazza Massena a Cornigliano per poi proseguire verso il Ponte di Cornigliano, via Pieragostini, via Pacinotti, via Avio, piazza Montano, via Cantore, via di Francia, via Milano, piazza Dinegro, via Buozzi, via Adua, via Gramsci, via delle Fontane, piazza della Nunziata, largo Zecca, Portoria, piazza Corvetto.
Iscriviti ai canali di Primocanale su WhatsApp, Facebook e Telegram. Resta aggiornato sulle notizie da Genova e dalla Liguria anche sul profilo Instagram e sulla pagina Facebook
IL COMMENTO
Ti ricordi Bilancia? 17 omicidi in sette mesi di terrore
Partito del no, del si e magari del ni. Uffa che barba di campagna elettorale