
Questa situazione è stata riscontrata anche nelle carceri liguri dove spesso gli agenti di polizia penitenziaria hanno lamentato poche precauzioni: in diverse segnalazioni emerge che ci siano casi di detenuti che non risultano mai avere ricevuto mascherine e disinfettanti, di isolamento fiduciario dei nuovi giunti svolto in celle promiscue in assenza di test, di isolamento sanitario svolto in condizioni precarie per l’impossibilità di recuperare spazi adeguati (ad Imperia e Marassi in particolare), di screening di detenuti e personale non più eseguiti dai test dello scorso aprile e dati aggiornati sui contagi che le Direzioni e la Regione non comunicano.
Alla luce di tutte le difficoltà per le strutture carcerarie italiane di gestire l’emergenza sanitaria, anche a causa del sovraffollamento che da anni caratterizza le case circondariali. Da anni l’associazione Antigone promuove incontri per trovare soluzioni a questo problema, che il Covid ha reso ancora più evidente e impellente. A fine febbraio 2020 i detenuti (nelle 190 strutture carcerarie italiane) erano 61.230 a fronte di una capienza regolamentare di 50.931 posti con un affollamento superiore al 119,4%. Con il Decreto "Cura Italia" (8 marzo 2020) sono entrate in funzione norme provvisorie per contenere il contagio e per ridurre l’affollamento. Agendo sui detenuti colpiti da pene definitive e grazie all’utilizzo domiciliari e all’allungamento dei permessi, i numeri si sono sensibilmente ridotti e, a fine aprile, le persone detenute erano scese a 53.904. A fine luglio erano 53.619 con un tasso di affollamento del 106,1%.
Per Bernardini non basta e la richiesta al Parlamento e al Governo è quella di immediati interventi, in particolare la proposta è di ridurre significativamente le presenze attraverso qualsiasi strumento conforme ai dettati della Costituzione e della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: amnistia, indulto, emendamenti al Decreto Ristori che amplino la platea dei beneficiari e reintroduzione della liberazione anticipata speciale (proposta con un emendamento dall’On. Roberto Giachetti). Gli interventi richiesti, per il partito radicale, servirebbero per limitare la diffusione del virus sia tra i detenuti che tra gli agenti. A sostegno della parlamentare attualmente ci sono 898 i cittadini italiani, di cui 550 cittadini e 348 detenuti. Molti i familiari che hanno aderito organizzandosi in chat su Whatsapp e, nelle prossime ore, l'iniziativa si allargherà anche ad altri istituti.
IL COMMENTO
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