Cronaca

1 minuto e 6 secondi di lettura
"Il momento più difficile del mio primo anno a Genova è stato sicuramente l'attentato all'ingegnere Roberto Adinolfi", commenta così i suoi primi 365 giorni nel capoluogo ligure, durante la conferenza stampa di fine anno, il questore Massimo Maria Mazza.


"A Genova esiste una componente di piazza estremista molto forte ma noi la monitoriamo e stiamo conducendo approfondimenti anche giudiziari. Su questo fronte occorre fare la massima attenzione e non abbassare mai la guardia. Devo dire che molti di questi genovesi si sono addirittura dissociati dal gesto dei due attentatori".


Il questore ricorda con grande attenzione anche i fatti di Genoa-Siena, quando i tifosi rossoblù bloccarono la partita e costrinsero i calciatori a togliersi le maglie perché indegni. "In quell'occasione abbiamo usato una tattica attendista per cercare di tutelare l'ordine pubblico che aveva una priorità", commenta Mazza.


Non manca anche l\'analisi sulla criminalità organizzata: "A livello regionale esiste e sa come muoversi. Sceglie un profilo basso e cerca di fondersi nel territorio. Per questo il nostro lavoro è più difficile".


Tra le tante attività anche la lotta all'usura: "Anche questa è tra le priorità. E\' proprio grazie al controllo e ad una maggiore presenza sul territorio cerchiamo di individuare possibili vittime".