
Lo si è appreso dagli stessi difensori di Schettino a margine dell’udienza odierna al processo di Grosseto. Una denuncia è per diffamazione, l’altra per falsa testimonianza sotto il profilo della reticenza. Nel primo caso Schettino ha denunciato la Cemortan in particolare per le sue frasi riguardanti il presunto arrivo di un elicottero sul ponte della nave per trarre in salvo Schettino. Nell’altra denuncia si fa rilevare alla magistratura inquirente che la moldava ha fatto affermazioni pubbliche su circostanze non riferite al processo, quando ha testimoniato. Tra i fatti detti in pubblico e che sono sembrati nuovi quello di un borsone prelevato dalla nave nei momenti drammatici del naufragio e portato via su indicazione della compagnia.
Costa Crociere contrattacca al processo sul naufragio della Concordia. Oggi, dopo l'udienza, l'avvocato della compagnia, Marco De Luca, si è fermato a parlare coi giornalisti per precisare quelle che non ha esitato a definire "mistificazioni", facendo riferimento a recenti ricostruzioni di avvocati e giornalisti: "le testimonianze che dopo l'estate scorrono davanti ai giudici sono tarate sulla questione del risarcimento del danno da parte della compagnia".
Costa, in sostanza, potrebbe pagare cifre forti ai naufraghi, rischiando anche un danno di immagine. Perciò l'avvocato De Luca ha voluto stoppare quelle che considera mistificazioni: le 'bugie' sul timoniere indonesiano,che non comprese gli ultimi ordini di Schettino poco prima dell'impatto; e le insinuazioni su prove in mare (addomesticate?) per ottenere i certificati del Rina.
IL COMMENTO
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