
La decisione è stata presa dell'assemblea dei lavoratori dello stabilimento Ilva di Genova Cornigliano.. "È stata un'assemblea molto partecipata - ha spiegato Bruno Manganaro, Segretario di Fiom Cgil - al termine della quale abbiamo proclamato lo stato di agitazione. Pretendiamo risposte dal governo e vogliamo chiarezza sul pagamento del premio di produttività (circa 400 euro a persona), che è un atto dovuto".
I sindacati denunciano una incongruenza sui pagamenti. "La direzione dice che non può pagare quanto dovuto nonostante il prestito delle banche, il ministro Guidi ha detto che si può pagare. Serve chiarezza - ha detto Manganaro - altrimenti lo stato di agitazione può trasformarsi, già da domani, in sciopero con manifestazione".
LE REAZIONI - Sulla vicenda, secondo il segretario Fiom Maurizio Landini, c'è un "doppio problema: un assetto proprietario privato che non ha funzionato, ma ha creato dei problemi, e il fatto che non possiamo ripetere l'esperienza Alitalia. Non possiamo pensare che si scaricano sulla collettività i debiti di una situazione o si vende al primo gruppo straniero di fatto regalando l'azienda. In questo senso io penso che un intervento pubblico significa avere manager seri, fare investimenti, recuperare soldi portati all'estero e determinare le condizioni di un accordo internazionale che non sia una svendita".
Per il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, "sull'Ilva abbiamo una riunione in cui valuteremo tutte le possibili opzioni per poter garantire tutti i posti di lavoro e la capacità produttiva dell'azienda perché la siderurgia è importantissima e faremo di tutto per difenderla". Guidi ha anche spiegato che "con Mittal stiamo ancora trattando, ma ci sono anche altri investitori privati interessati"
Il parlamentare genovese Lorenzo Basso (Pd) chiede al governo di intervenire su lavoratori degli stabilimenti in Liguria. “Chiediamo al governo quali iniziative sta promuovendo per realizzare la possibilità di un transitorio intervento pubblico in grado di garantire la continuità produttiva e occupazionale del più grande gruppo siderurgico italiano, l’Ilva e se risulti al governo che parte degli stipendi dei lavoratori del mese di dicembre e di quelli successivi siano a rischio nonostante il gruppo Ilva abbia ottenuto il prestito ponte erogato proprio per realizzare gli investimenti per il risanamento ambientale e per garantire ai lavoratori continuità di reddito”.
IL COMMENTO
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