cronaca

La testimonianza: "Ora temo di dover chiudere"
1 minuto e 39 secondi di lettura
Ritardo nei pagamenti, con un contratto che impone di continuare i lavori: è la difficile situazione di circa 100 aziende liguri impegnate nei cantieri del Terzo valico. Colpa di un contenzioso tra Cociv e Ferrovie. "Ora temo di dover chiudere", racconta a Primocanale uno degli imprenditori coinvolti in queste difficoltà.

“Il problema è che l'inadempienza da parte dei nostri clienti ci ha portato in una condizione per cui non siamo in grado di pagare gli stipendi”, spiega l’imprenditore. “E uno dei nostri principali clienti è il Cociv, per il quale lavoriamo dall'anno scorso, da circa luglio-agosto. Non hanno mai rispettato un pagamento, e adesso, a forza di sommare debiti, abbiamo un credito abbastanza importante verso di loro”.

L’uomo racconta i problemi ad accedere al credito bancario e che per contratto devono continuare a lavorare anche senza essere pagati. “Siamo obbligati a continuare a lavorare, perché abbiamo un contratto, ma loro non ci pagano. Loro hanno messo a contratto che eventualmente riconoscerebbero gli interessi, ma per ora le banche non ci danno più soldi, perché le banche danno i soldi a chi ce li ha e non certo a chi ne ha bisogno, dobbiamo adempiere al pagamento dei contributi e degli stipendi e non sappiamo come fare”, dice l’imprenditore.

Non si tratta di un caso isolato. Sono in molti in questa drammatica situazione, con gli squilli del telefono a fare da sfondo alle proprie giornate. “So per certo che anche altre imprese sono nella nostra situazione. Ci sono fornitori che continuano a chiamarmi e non so cosa rispondere, perché come vivo di promesse faccio promesse agli altri, ma queste promesse a me non vengono mantenute. Ho cercato in tutti i modi, per quanto ho potuto, di adempiere ai miei impegni, ma in questo momento le mie condizioni finanziarie sono tali che non me lo permettono più”, conclude amaramente l’uomo.