
Si chiama saturazione sensoriale e si tratta di un insieme di trattamenti non farmacologici, con cui si può ridurre il dolore ai neonati in ospedale, soprattutto quando bisogna fargli degli esami come la puntura del tallone e la venipuntura.
A spiegarne i dettagli sono i medici dell'ospedale Gaslini di Genova dal loro sito. Per evitargli lacrime e pianti, bisogna prima entrare in diretta empatia con il mondo sensoriale del neonato e quindi eseguire piccoli e dolci manovre. La saturazione sensoriale si fonda sul principio che il cervello del neonato filtra gli stimoli periferici. Le tecniche non farmacologiche, spiegano i medici del Gaslini, si attivano per saturare i sensi del neonato grazie all'attenzione che il piccolo porrà sugli stimoli positivi applicati.
In questo modo si esclude lo stimolo doloroso dell'esame o procedura in atto. All'inizio la tecnica della saturazione sensoriale coinvolgeva tutti e cinque i sensi (olfatto, vista, tatto, udito, gusto), poi si è evoluta nella tecnica delle '3T', dall'inglese 'taste-touch-talk' (assaporare, toccare, parlare).
Quindi al neonato viene somministrata una soluzione di acqua e zucchero per bocca, gli si accarezza dolcemente il viso e gli si parla, cercando di attirare la sua attenzione con le parole e mantenendo un ritmo costante e cadenzato della voce.
Perchè funzioni i rumori devono essere ridotti, così come l'illuminazione e il numero di persone presenti, deve esserci il contenimento posturale (cioè metterlo in una posizione comoda, soprattutto il neonato pretermine), e il coinvolgimento della mamma/genitore quando possibile.
Quindi si parla dolcemente al neonato per attirare la sua attenzione, gli si massaggia dolcemente il volto e allo stesso tempo si somministra acqua e zucchero per bocca. Quando la suzione è regolare, il piccolo distende gli arti e fissa lo sguardo, allora si procede all'esame, continuando per tutta la procedura e anche dopo.
A spiegarne i dettagli sono i medici dell'ospedale Gaslini di Genova dal loro sito. Per evitargli lacrime e pianti, bisogna prima entrare in diretta empatia con il mondo sensoriale del neonato e quindi eseguire piccoli e dolci manovre. La saturazione sensoriale si fonda sul principio che il cervello del neonato filtra gli stimoli periferici. Le tecniche non farmacologiche, spiegano i medici del Gaslini, si attivano per saturare i sensi del neonato grazie all'attenzione che il piccolo porrà sugli stimoli positivi applicati.
In questo modo si esclude lo stimolo doloroso dell'esame o procedura in atto. All'inizio la tecnica della saturazione sensoriale coinvolgeva tutti e cinque i sensi (olfatto, vista, tatto, udito, gusto), poi si è evoluta nella tecnica delle '3T', dall'inglese 'taste-touch-talk' (assaporare, toccare, parlare).
Quindi al neonato viene somministrata una soluzione di acqua e zucchero per bocca, gli si accarezza dolcemente il viso e gli si parla, cercando di attirare la sua attenzione con le parole e mantenendo un ritmo costante e cadenzato della voce.
Perchè funzioni i rumori devono essere ridotti, così come l'illuminazione e il numero di persone presenti, deve esserci il contenimento posturale (cioè metterlo in una posizione comoda, soprattutto il neonato pretermine), e il coinvolgimento della mamma/genitore quando possibile.
Quindi si parla dolcemente al neonato per attirare la sua attenzione, gli si massaggia dolcemente il volto e allo stesso tempo si somministra acqua e zucchero per bocca. Quando la suzione è regolare, il piccolo distende gli arti e fissa lo sguardo, allora si procede all'esame, continuando per tutta la procedura e anche dopo.
IL COMMENTO
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