
Intorno a Zenga e Gasperini, insomma, si respira un’aria positiva e questi numeri possono essere ritoccati in su perchè c’è ancora tempo. La Genova del calcio non registra cali di passione, come nel resto d’Italia, e tutto questo malgrado la mancata licenza Uefa del Grifone che aveva fatto arrabbiare la Gradinata Nord e malgrado l’avvio traumatico di Palombo e compagni con l’eliminazione dall’Europa League per conto dei serbi della Vojvodina. Ma la corsa agli abbonamenti, in totale vicino alle quarantamila unità è sorprendente se si considera che il mondo del pallone fa di tutto per allontanare il pubblico dagli stadi.
La dittatura televisiva impone calendari da navigatore satellitare per i paganti. Gare al lunedì sera in posticipo, anticipi al sabato pomeriggio o alla domenica all’ora di pranzo. A Genova c’è chi si abbona per pura fede perché molto spesso sa gia’ di non poter vedere dal Ferraris i match dal vivo. E poi impianti fatiscenti e blindati per il rischio scontri, senza contare il caro biglietti.
Eppure i tifosi di Genoa e Samp rispondono presente anche in tempo di crisi. Una coraggiosa cambiale in bianco verso Preziosi e Ferrero, tecnici e giocatori. Il profuno c’è, ora ci si aspetta l’arrosto..
IL COMMENTO
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