
Il caso Saliceti era stato messo in evidenza da Primocanale durante la prima puntata della trasmissione “Cinque” dedicata al ciclo dei rifiuti. Considerando il fatto che l’impianto di Saliceti non ha formalmente ancora ottenuto l’AIA, autorizzazione integrata ambientale, e che non è stato convertito in legge il decreto 153 del 4 luglio 2015 che consentiva agli impianti privi di AIA ad operare in attesa dell’autorizzazione stessa, abbiamo definito “fuori legge” l’impianto stesso.
Garavini chiede di rettificare quanto detto nel programma dedicato al tema rifiuti con queste precisazioni: “Saliceti ha due coperture che legittimano il suo funzionamento. La prima una lettera della Provincia della Spezia che ci informa che è completata positivamente la procedura per il rilascio dell’AIA e che stanno stendendo il provvedimento. La seconda è la legge 125 del 2015, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 14 agosto, dove al comma 16 di fatto ripropone il contenuto del Decreto decaduto”.
Il presidente di Acam diffonde poi il testo di una informativa del governo, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 settembre scorso:
“il Ministero della Giustizia ha comunicato (GU n. 204 del 3/9/2015) che Il decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92, recante: «Misure urgenti in materia di rifiuti e di autorizzazione integrata ambientale, nonché per l'esercizio dell’attività d'impresa di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale», non è stato convertito in legge nel termine di sessanta giorni dalla sua pubblicazione, avvenuta nella Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 153 del 4 luglio 2015. Si comunica che, ai sensi dell'art. 1, comma 3, della legge 6 agosto 2015, n. 125, pubblicata nel Supplemento ordinario n. 49/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 188 del 14 agosto 2015, e ai sensi dell'art. 1, comma 2, della legge 6 agosto 2015, n. 132, pubblicata nel Supplemento ordinario n. 50/L alla Gazzetta Ufficiale - Serie generale - n. 192 del 20 agosto 2015, «Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge n. 92 del 2015».
IL COMMENTO
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