economia

Così il direttore di Confindustria a Primocanale
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Un 2015 contraddittorio e un 2016 ricco di investimenti. Questo in sintesi il quadro dipinto da Alessandro Berta, direttore di Confindustria Savona, intervistato da Primocanale. Berta sottolinea gli ottimi dati sull'export e rileva un mercato interno ancora in difficoltà. "Il 2015 è stato un anno contraddittoro, sia a livello nazionale sia per il nostro territorio. Segnali positivi ci arrivano dall'aumento dell'export. Negli due trimestri abbiamo registrato punti positivi a doppia cifra. Questo vol dire che le imprese che fanno manifattura e lavorano verso l'estero stanno accogliendo i segnali di miglioramento della situazione globale. Difficoltà molto forti le abbiamo invece sul mercato nazionale".

Il direttore di Confindustria Savona ricorda che le pmi del savonese sono nate intorno a grandi aziende e che a sopravvivere sono state quelle che hanno importato al loro conoscenze e cometenze per aprirsi a mercati più ampi. "Le piccole e medie imprese del nostro territorio sono sostanzialmente nate intorno ai grandi poli chimici. Possiamo dire che hanno imparato come lavorare fuori e quelle che sono riuscite a sopravvivere alla chiusura delle grandi aziende sono quelle che avevano importato all'interno delle grandi capacità e sono state in grado di andare a lavorare fuori dalla provincia e, addirittura, fuori dall'Italia".

Discorso a parte deve essere fatto per Tirreno Power. "La chiusura di Tirreno Power, per quanto riguarda l'indotto, ha creato grandi problemi", afferma Berta. "E' vero che le aziende che operavano all'interno di Tirreno Power avevano cantieri anche al di fuori. Non hanno avuto dunque fortissime ripercussioni che potessero portare alla chiusura di aziende. Si è però creato un problema per la ricollocazione degli addetti, che sono molto specializzati e che sono non sono stati riutilizzati con altri clienti, hanno portato alla perdita di unità locali sul territorio".

Cosa attendersi a questo punto per l'anno nuovo? "Per il 2016 ci aspettiamo una serie d'investimenti che già sono partiti negli ultimi anni", spiega il direttore. "Nei prossimi due anni le aziende del territorio hanno in previsione circa 250 milioni di euro di investimenti, tolti gli investimenti già certi. Bisognerà capire quanto le pmi saranno in grado di rispondere ai bandi europei per il rinnovo degli impianti", conclude Berta.

Poi sul profilo del futuro sindaco.

"Dovrà essere una persona che dovrà tenere d'occhio il breve termine con la forte riduzione di investimento degli enti locali, quindi oculatom - ha raccontato Berta  - Dall'altra parte dovrà essere necessariamente un profilo che ha una visione di lungo termine
. Se ci fermiamo a ragionare soltanto sui problemi dei marciapiedi non andiamo lontano".

Secondo il direttore degli industriali savonesi il nuovo sindaco dovrà poi lottare affinché Savona non vnga declassata.

"Dovrà anche lottare per evitare che lo Stato si allontani troppo da Savona - ha sottolineato Berta -  I problemi non sono gli accorpamenti di prefetture, questure e vigili del fuoco in se, ma continuare ad avere sul territorio dei riferimenti dello Stato".