cronaca

La "mente" del sequestro avrebbe anche tentato di evadere
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Pier Luigi Destri, il sequestratore di Andrea Calevo, rapito nelle sua villa di Lerici nella serata del 16 dicembre 2012, stava organizzando dal carcere di Massa un secondo sequestro ancora ai danni di Calevo. E ha anche tentato di evadere.

Secondo indiscrezioni, il piano sarebbe stato sventato venti giorni fa. Il sostituto procuratore Federico Panichi ha prima ordinato una perquisizione nella cella di Destri e ne ha poi ordinato il trasferimento nel carcere di Marassi, aprendo una inchiesta bis. Il materiale trovato nella cella è al vaglio degli inquirenti che mantengono il più stretto riserbo sul contenuto.


L'ANTEFATTO - Destri, lo scorso gennaio, era stato condannato dalla corte d'assise di La Spezia a 30 anni di carcere. Il prossimo 22 marzo inizierà il secondo grado in corte d'assise d'appello a Genova. 

Secondo l'accusa, il rapimento venne messo in piedi da una banda improvvisata che entrò in azione la sera del 16 dicembre. Cinque giorni dopo arriva la prima richiesta scritta di riscatto, 8 milioni di euro. Il 31 dicembre, con un blitz interforze coordinato dalla procura distrettuale di Genova, Calevo viene liberato: era segregato in una villa a Sarzana.

Contemporaneamente vengono arrestate quattro persone: Pierluigi Destri, proprietario della villa dove Calevo era tenuto in catene, e il nipote Davide Bandoni e due albanesi, Fabjon Vila e Simon Halilaj. Qualche mese più tardi viene arrestato anche un altro membro della banda, Emiliano Shota, mentre il 29 gennaio 2014 gli investigatori arrivano anche a Lorenz Shota.