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Già candidato a sindaco, l'analisi verso le Comunali del 2017
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Che bello sarà il giorno in cui i Cinque Stelle potranno non occuparsi più di Genova perché le cose vanno bene. Parola di Paolo Putti che in un'intervista rilasciata al direttore Giuseppe Sciortino non lesina le critiche al suo movimento.

Cosa è rimasto dell'esperienza da candidato sindaco in cui sfiorò il ballottaggio con Marco Doria?

Da un lato ricordo il piacere di poter fare il rappresentante dei cittadini in questa città, a cui sono molto legato. Ho sentito le persone vicine. D'altro lato è stato anche difficoltoso perchè all'interno del Movimento speravo di riuscire a creare degli strumenti partecipativi forti. In questi casi si dice 'Nessuno è profeta in patria', magari ho sbagliato qualcosa.

Qual è la difficoltà maggiore trova all'interno del Movimento? Una figura rilevante come il professor Becchi si è allontanata... 

Credo che le dinamiche più difficoltose siano quelle che portano un insieme di persone che non si conoscono a dover costruire insieme un progetto di città. Per spiegare la strategia volta a superare queste difficoltà cito The Untochables dove, in una scena, un Sean Connery morente chiede a Kevin Costner “Tu cosa sei disposto a fare?”. Noi dobbiamo chiederci a cosa siamo disposti a rinunciare. Egoismi, ambizioni personali, e pregiudizi vanno messi da parte per un bene comune. Questo è quello che ho cercato di fare qui a Genova. Chiaro che l'uomo è una creatura complessa.

Verso quale direzione va il Movimento? Putti, da capogruppo, come si prepara alla prossima campagna elettorale?

Non mi sto ancora preparando. Tutto ciò che riguarda il futuro va rimandato per il proprio tempo. Ho già vissuto in poco tempo tante elezioni. Spesso questo attira nelle istituzioni un modo di porsi diverso che non interessa alla gente.

Grillo-Casaleggio: c'è un confine tra i due e il Movimento?

Non credo. Credo che continuino a confrontarsi e a decidere alcune cose. Grillo sta lasciando più il passo, ed è comprensibile e corretto.

Lei stesso si è trovato a polemizzare con alcune decisioni del gruppo. Pensa di partire svantaggiato se dovesse decidere di candidarsi?

Una delle caratteristiche del Movimento è che la gente decide. Questo è il dato principale. Non ci sono azioni ostative. Ho avuto atteggiamenti di stimolo. Il Movimento deve crescere e riflettere. Senza questi elementi diventa un pensiero assolutista, e a me non piace.

In città come Parma e Genova ci si aspettava molto dal M5s, aspettativa in parte delusa? 

Nel momento in cui stimoli la pancia della gente ad aspettarsi cambiamenti e poi entri nelle istituzioni, ti rendi conto che certe modifiche hanno dimensioni quasi geologiche rispetto all'immediato. A Parma ci sono dati leggibili sulla capacità di Pizzarotti. Sta facendo un gran lavoro tra rifiuti e vivibilità. Ha avuto la qualità di essere libero rispetto alle lobby, questo è tipico del Movimento. Qua a Genova mi sono sentito libero anch'io. Questo ha portato a poter appoggiare alcune questioni della giunta e a proporre delle cose.

Le elezioni a Genova ci saranno nel 2017, intanto come vi impegnate?

Vorremmo lavorare molto su delibere che trattino questioni come acqua pubblica e riorganizzazione delle partecipate. Poi di agricoltura, di cui non parla nessuno, e infine su Carige vorremmo fare chiarezza. Nessuno ha mai restituito informazioni ai cittadini attraverso Fondazione Carige.

Paolo Putti si candida a sindaco di Genova se....

Devo ancora deciderlo. Ho tre bimbe, una delle quali nata pochi giorni dopo la mia candidatura. Dall'altro lato vorrei ritrovare quello spirito del Movimento che diceva 'vogliamo cambiare la gente perché la gente sia consapevole e chieda cambiamento alla politica. Nel momento in cui questo avviene noi scompariamo'. Il nostro obiettivo deve essere sparire per lasciare spazio ai cittadini".