
Questa mattina si è svolto il direttivo di Fisascat Liguria, ecco le dichiarazioni del segretario generale Pierangelo Raineri, sulle questioni del settore turistico e commerciale e sulla questione della ristorazione collettiva.
“Attualmente siamo impegnati su più fronti: molte sono le discussioni che riguardano i contratti da rinnovare nel settore del turismo. Ci sono circa un milione di persone nel terziario, turismo e servizi, che non sono coperti da contrattazione. A questo riguardo - continua Raineri - saranno necessarie azioni di sciopero e di mobilitazione che stiamo prevedendo per i mesi di febbraio e di marzo. Questo per porre l’accento sulla necessità di arrivare all’intesa per questi settori che in Europa stanno diventando prevalenti, così come sono prevalenti in Liguria dove il turismo rappresenta il 60% dell’occupazione.”
“Impegnati sono soprattutto i giovani che sperano di trovare un posto in questo segmento importante dell’economia. La Liguria deve poter sviluppare un futuro diverso da quello che sta promuovendo attualmente perché sul fronte del turismo, del terziario e dell’alimentazione, il Mediterraneo sta acquisendo grande valore. La Liguria, - prosegue - deve assolutamente inserirsi in questa nuova logica.”
Il segretario Fisascat Cisl si è espresso anche a riguardo della ristorazione collettiva.
“Si tratta di uno di quei settori nei quali stiamo cercando di puntare per porre l’attenzione sulla regolamentazione delle organizzazioni sindacali. Si parla poco delle organizzazioni datoriali - afferma - In Italia in questo momento si assiste a un fenomeno singolare ovvero quello che permette di non applicare il contratto qualora si passi da un’organizzazione all’altra. Si affaccia dunque un periodo in cui mobiliteremo le persone a partire dal settore delle mense già previsto per l’inizio di febbraio, che proseguirà attraverso altre mobilitazioni nel settore del turismo ma anche del commercio e della grande distribuzione.” conclude.
Nel frattempo alla Spezia hanno scioperato gli addetti di Coopservice sanità che prestano servizio ai poli sanitari del Sant'Andrea, San Bartolomeo e negli altri distretti sanitari spezzini. La protesta si è scagliata contro la riduzione dei servizi di pulizia, sanificazione e logistico-alberghiero nelle strutture della Asl 5.
IL COMMENTO
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