cronaca

L'avvocato: "È disposto a dare tutto quello che ha, lui vive per i bambini"
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Uccise la moglie a coltellate in un raptus di gelosia, poi si costituì ai Carabinieri: la Corte d'assise ha condannato Adrian Balliu, albanese di 45 anni, a 21 anni di reclusione e a risarcire ciascuno dei due figli con 500mila euro.

Il misfatto andò in scena l'abitazione dei due albanesi a Casella, nell'entroterra di Genova. Nella notte tra il 24 e il 25 settembre, Adrian e Valmira litigarono violentemente perché lui temeva che lei volesse lasciarlo portandogli via i figli. L'uomo colpì la moglie a coltellate mentre i due bimbi dormivano nella loro cameretta. Quando chiamò i Carabinieri il suo pensiero fu per i figlioletti. Ai militari raccomandò di fare piano per non svegliarli e poi disse: "Pensate al biberon e ai biscotti per i miei figli".

La Corte non ha riconosciuto la seminfermità mentale al momento del fatto così come aveva sostenuto un perito. Secondo un perito di parte, al momento del fatto era invece affetto da un delirio di gelosia derivante dal suo stato patologico di alcolista cronico. Esclusa, invece, l'aggravante per futili motivi e confermata l'attenuante per il buon comportamento tenuto durante il processo.

"E' una condanna equa ed è corretto il risarcimento di 500.000 euro ciascuno stabilito dalla Corte per i suoi due figlioletti e su questo non faremo impugnazione", ha detto l'avvocato Maria Montemagno, legale dell'uomo. "Anzi, il mio cliente è disposto a dare tutto quello che ha e che avrà un domani con un lavoro per aiutare i suoi figli, che ora sono presso una famiglia affidataria. Spera un giorno di poterli incontrare perché sono lo scopo della sua vita". Dopo avere letto le motivazioni della sentenza che dovrebbero essere depositata tra 90 giorni, Montemagno valuterà se presentare appello.