
Sono le due immagini simbolo della terza giornata di protesta dei siderurgici genovesi della Fiom, che sono andati avanti con blocchi stradali, scioperi e due notti a dormire nella fabbrica occupata, e appesantiti dalla frattura con Fim e Uilm. "La Fiom è riuscita a ottenere quello che chiedevano i lavoratori - dice il coordinatore Fiom dell'Ilva Armando Palombo - votando un'occupazione per alzata di mano e continuando la battaglia fino a ieri. Qui stiamo difendendo dei posti di lavoro". Quelli garantiti dall'Accordo di programma firmato nel 2005 che prevede in cambio della chiusura degli impianti a caldo, garanzie occupazionali, di reddito e investimenti per Cornigliano.
Nel fronteggiamento ha prevalso il buonsenso di tutti e nel frattempo è stata avviata la trattativa: se la richiesta della Prefettura era quella di abbandonare i mezzi pesanti, i lavoratori hanno chiesto in cambio che il prefetto si facesse garante sulla presenza del ministro, un tira e mola durato circa un'ora e mezza e terminato con la prosecuzione del corteo senza mezzi mentre già indiscrezioni dicevano che il Prefetto Fiamma Spena stesse scrivendo l'agognata lettera.
Il corteo è sfilato quindi senza incidenti tra gli applausi degli studenti di un liceo, il sostegno dei cittadini e dei lavoratori dalle finestre di case e uffici. All'arrivo in prefettura sono bastati pochi minuti alla delegazione per tornare dai lavoratori con il risultato e far ritrovare a tutti un po' di serenità: dagli operai agli uomini della questura genovese che, a cominciare dalla Digos hanno lavorato incessantemente per arrivare alla soluzione.
Fim Cisl e Uilm continuano le distanze dalla Fiom. "Oggi sarà per Genova una giornata normale" ha detto il segretario generale della Cisl Luca Maestripieri, mentre il segretario della Uilm Antonio Apa ha affermato che la "montagna ha partorito un topolino". La Fiom non replica a quelle che considera "le sterili polemiche degli altri" come le ha definite Palombo mentre riportava indietro il corteo con la lettera in tasca. "L'Accordo di programma non si traccia".
IL COMMENTO
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