porti e logistica

Domani alle 11 la riunione a palazzo San Giorgio
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La situazione può essere esplosiva: nel senso che il comitato portuale potrebbe dover essere chiamato a revocare fondi già dati alla compagnia unica di Genova, e in ballo ci sono non bruscoletti ma la bellezza di tre milioni e mezzo, oppure trovare altre strade per provare a mantenere quella pace sociale che tanto a lungo, negli anni, è stata in equilibrio labilissimo incrinato da diversi eventi.
 

Il fatto lo ricapitoliamo: nel dicembre del 2015, già presente come commissario del porto l’ammiraglio Giovanni Pettorino, il comitato portuale delibera l’assegnazione di tre milioni e mezzo alla Culmv. In cambio la stessa Culmv dovrebbe tagliare il 5 per cento di… di che cosa? Tutto ruota intorno a questo: il 5 per cento della manodopera, come recita l’articolo 17 della legge 84/94, ma la manodopera che cosa è? Solo coloro che lavorano in banchina, un migliaio, oppure si devono calcolare anche gli amministrativi, ex soci non retribuiti, membri del cda? Interpretazione non facile, ma secondo i revisori dei conti i calcoli non tornerebbero.


L’autorità portuale fa sapere di aver certificato, in un anno e mezzo di accertamenti, con tanto di timbro di Deloitte, i numeri su cui calcolare la diminuzione del 5% della manodopera. Ma la resa finale sarà nella sala del comitato ad altissima temperatura.



Torzetti: "La pace sociale del porto è a rischio"

"Io mi attendo una conferma delle cose che abbiamo deciso in comitato portuale.
Sotto certi aspetti non capisco neanche il perché di questa convocazione straordinaria, mi aspetto che venga confermato tutto perché è tutto legittimo e regolare. Se poi qualcuno di mettere in discussione le cose che abbiamo deciso è chiaro che rischia veramente la pace sociale del porto". Lo sostiene Ettore Torzetti, segretario generale della Fit Cisl.