
In attesa che escano i rappresentanti della società civile, il nome più chiacchierato in città resta quello di Lorenzo Forcieri, reduce però da una batosta nel congresso. Forcieri tramite i suoi fedelissimi ha appoggiato Barli che a Sarzana ha preso appena il 18% dei consensi. Un fallimento.
Lo stesso presidente del Porto, ora, al di là delle proroghe più o meno lunghe legate alla riforma dei porti, non potrà essere riconfermato a capo dello scalo spezzino perché lo vieta la legge Madia: lo stop ai pensionati nei ruoli dirigenziali degli enti pubblici lo ha bloccato nella corsa alla riconferma in via del Molo.
Così, dopo il suicidio politico della conta a Sarzana dove ha straperso, Forcieri ora vorrebbe giocarsi l'ultima carta, il jolly: la candidatura a sindaco della Spezia. E vorrebbe pure evitare le primarie, anche perchè nelle ultime occasioni di confronto con l'elettorato e con gli iscritti non gli è andata troppo bene.
Si parla di un suo riavvicinamento con l'avversario politico degli ultimi anni, il sindaco Cavarra, e con i renziani sarzanesi, per avere il via libera nella corsa a sindaco della Spezia. La strategia è questa: se le decisioni sulle candidature venissero accentrate a livello di segreteria provinciale Pd, e non di unione comunale spezzina, il ruolo dei sarzanesi potrebbe essere decisivo, con Sarzana che dopo il risultato nel congresso, potrebbe andare a comandare anche fuori casa, appunto alla Spezia.
Il jolly che prova a giocare Forcieri è il doppio accordo con Cavarra a Sarzana, e Orlando a Spezia. Isolando i paitiani spezzini. Ma tutto questo Paita e Federici lo sanno. E avrebbero nel cassetto un nome di alto profilo da controbattere alla mossa dei sarzanesi. Anche perché, al di là delle buone intenzioni annunciate dalla neosegretaria Pecunia, il tempo della pace in casa Pd, sembra ancora molto lontano.
IL COMMENTO
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale
La Costituzione, Salis in Lottomatica e la politica di cui non puoi fidarti