
Il primo maggio degli abitanti inizia con relativa tranquillità. Ma sabato un centinaio di loro è sceso di nuovo in piazza. Alcuni avevano una mascherina sul viso per non respirare i miasmi del greggio, è sceso in piazza. "Bonifica immediata per questa porcata", uno degli slogan dei cittadini che intorno alle 10 sono partiti da via Ferri per proseguire la marcia verso i giardini Montecucco. "Basta onde nere in questo quartiere", fa eco un altro striscione.
Una protesta a cui ha partecipato anche Legambiente. "Vogliamo tempi certi sulla bonifica e l'installazione di centraline che rilevino l'inquinamento dell'aria. E chiediamo a gran voce la delocalizzazione dell'azienda: stiamo vivendo sopra una 'bomba' e non possiamo andare avanti in questo modo", ha spiegato Antonella Marras, portavoce del Comitato.
Continuano le indagini sulla tubatura, ancora sotto sequestro. A quanto pare la perizia del geologo ha dato risultati negativi: il condotto non si è rotto per una frana. Forse è questione di spessore, forse altro. Le prossime indagini chiariranno gli aspetti ancora irrisolti, mentre da Fegino parte l'appello a fare giustizia. “I responsabili paghino”. Perché finora, come recita uno striscione esposto sul Pianego, il prezzo dei veleni lo hanno pagato gli animali e l'ambiente. E ancora prima, ovviamente, i residenti.
IL COMMENTO
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