
Hillary ha vinto anche in tre degli altri cinque stati chiamati al voto (New Jersey, New Mexico e South Dakota) cedendo a Sanders solo il Montana e il North Dakota. Il presidente Barack Obama, prossimo a dare il suo endorsement al suo ex segretario di stato, ha telefonato a entrambi per unire ora il partito. Giovedì vedrà Sanders, che ha annunciato di voler proseguire la sua lotta sino alle ultime primarie a Washington Dc e poi alla convention.
Al Brooklyn Navy Yard di New York, l'ex first lady ha dichiarato: "E' la prima volta nella storia della nostra nazione che una donna sarà la candidata di un partito importante. La vittoria di questa notte non è di una persona sola, appartiene a generazioni di donne e di uomini che si sono battuti e si sono sacrificati e hanno reso possibile questo momento"
"Questa sera chiudiamo un capitolo di Storia e ne apriamo un altro" ha esordito invece Trump, vantando il merito di aver raccolto un numero record di voti alle primarie repubblicane. Poi si è scagliato contro i "fallimenti" di Obama e gli "errori" di Hillary, che avrebbe "trasformato il dipartimento di stato nel suo hedge fund privato".
Il magnate è in difficolta per le polemiche sorte dopo le sue dichiarazioni contro il giudice messicano dell'inchiesta contro la sua università. Commenti definiti "razzismo da manuale" dallo speaker della Camera Paul Ryan. Alcuni governatori e senatori hanno già annunciato che non voteranno più per Trump.
IL COMMENTO
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