
IIT ha pubblicato sul suo sito il resoconto dettagliato della sua attività per quanto riguarda sia i finanziamenti percepiti, sia i progetti elaborati. "E' improprio parlare di IIT come "beneficiario" di alcun finanziamento", scrive IIT. "I fondi attribuiti dal Governo (80 milioni di euro) sono per la realizzazione del progetto HT e dunque vincolati a tale scopo, peraltro non nell'attuale disponibilità dell'IIT. A IIT è stata richiesta la realizzazione di un masterplan scientifico. La stesura del progetto non ha comportato (e non comporterà) oneri aggiuntivi per lo Stato".
"Le risorse, se ci saranno, verranno assegnate dopo la consegna del progetto - prosegue l'IIT - e la sua valutazione internazionale da parte di un panel di esperti indipendenti scelti dallo Stato. La decisione su come e se farlo, e soprattutto con quale forma e organizzazione verrà realizzato, sarà frutto di una scelta compiuta dallo Stato e non da un singolo soggetto".
L'Istituto sottolinea che quando si valuta un programma strategico, "l'ente che chiede la valutazione necessita di un parere terzo, indipendente ed esperto, non comparativo ma assoluto. E' per questa ragione che si ricorre a valutazioni internazionali: per poter decidere se e come grandi iniziative scientifiche vadano fatte, ed eventualmente stabilire i correttivi necessari".
Il progetto finale, dopo aver recepito tutte le raccomandazioni contenute nelle valutazioni internazionali, verrà consegnato allo Stato e sarà lo Stato a decidere cosa farne: se finanziarlo, come finanziarlo, a chi affidarlo, se creare una nuova entità per la sua implementazione, se mettere a bando tutto o una parte dei suoi programmi.
"IIT non è l'ente beneficiario ma è l'ente che ha concepito l'idea scientifica su esplicita richiesta del Governo - aggiunge l'Istituto -. Human Technopole è un'iniziativa molto ampia ed interdisciplinare che richiede la sinergia di diverse istituzioni operanti in settori diversi".
IIT, che ha sede a Genova, è uno dei principali laboratori single site d'Europa e uno dei maggiori attrattori italiani di giovani ricercatori dall'estero (46% dello staff proviene da oltre 55 nazioni del mondo), con un'età media globale di 34 anni.
IL COMMENTO
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