
Dopo una notte drammatica con reparti dell’esercito che hanno sferrato un colpo di stato nei confronti del governo del presidente Erdogan, all’alba i militari lealisti appoggiati dalla polizia e da migliaia di cittadini che sono scesi in piazza contro i golpisti hanno ripreso il controllo della situazioni nelle maggiori città come Ankara, Istanbul e Smirne.
E’ stata una notta di scontri, bombardamenti attorno ai centri di potere, della televisione di stato e dell’aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul. Ci sono stati morti e feriti. Il computo delle vittime seppure provvisorio conta oltre 90 persone uccise e i ricoverati negli ospedali registra circa 1100 unità.
Inizialmente Erdogan sembrava in fuga, ma invece dopo ore di sbandamento si è ripresentato a Istanbul e ha dichiarato: “I militari traditori la pagheranno cara”.
Dagli Stati Uniti dopo ore di silenzio il presidente Obama ha appoggiato il “Governo legittimamente eletto”. La Turchia è un paese strategico nello scacchiere internazionale e fa parte della Nato. Nel Paese in passato si erano già succeduti parecchi colpi di stato. Stamattina colonne di militari golpisti si sono arresi ai lealisti, la situazione è solo apparentemente normale.
Intanto sono cominciati gli arresti di massa nei confronti dell'esercito che ha dato vita al golpe. Sono già oltre 1500 i militari finiti in carcere.
IL COMMENTO
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