
"Un liberi tutti - spiega Regazzoni - non garantisce né i cittadini, né i migranti. Occorre trovare un equilibrio politico per tenere insieme solidarietà e sicurezza". Oltre al rispetto delle quote, Regazzoni propone reali progetti di integrazione tramite il volontariato: "Vedere queste persone tutto il giorno in giro a far nulla produce resistenze tra la popolazione. Occorre che i richiedenti asilo vengano inseriti in progetti di volontariato, un modo per relazionarsi con la società e magari apprendere nuove competenze. Ma non si può trattare di dipingere una volta una ringhiera per finire sui giornali. Serve un patto sociale con i migranti e chi rifiuta non può essere accolto nelle strutture".
Regazzoni attacca il sindaco Doria "incapace di fare mediazione politica con i cittadini" come nel recente caso della struttura aperta dalla Prefettura in via Venti Settembre e propone "un modello di accoglienza diffusa attraverso un tavolo con i municipi che prevede strutture in grado di accogliere al massimo 10-15 persone".
Infine Regazzoni attacca il centrodestra: "Che è responsabile della situazione genovese dove le quote sono state ampiamente superate perché i Comuni da loro governati non hanno accolto migranti. Quindi se qualcuno vuole andare a bussare a una porta politica per una situazione fuori controllo, deve andare a bussare alla porta del centrodestra".
IL COMMENTO
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