cronaca

La rete dei genitori: "Consumare il pranzo al sacco è un diritto"
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Scade in giornata il termine per disiscriversi dal servizio mense a scuola, una strada percorsa già da molti genitori dopo il via libera del Comune di Genova sulla scia della sentenza della Corte d'Appello di Torino che apre al pasto portato da casa. Si tratta in pratica di un modulo di rinuncia (scaricalo qui) che si può consegnare in segreteria o inviare in raccomandata al Comune. 

"Molte scuole continuano a boicottare questa possibilità, ma è un nostro diritto", spiega Sabina Calogero della Rete Commissioni Mensa Genova. In certi casi sono partite denunce nei confronti dei presidi che volevano impedire alle famiglie di rinunciare al servizio. "La situazione è più facile nelle scuole dove ci sono diversi bambini ad aver rinunciato". 

Il comitato ricorda sulla propria pagina Facebook che le risposte fornite da alcune segreterie sono errate: "È falso che il bambino deve uscire da scuola, è falso che non è possibile portare il pasto da casa, è falso che non si può più tornare indietro ed è falso che i bambini devono mangiare in classe o da soli".

In pratica, i bambini che non si avvalgono del servizio hanno diritto a consumare in refettorio un pasto portato da casa. Una possibilità accolta con giubilo da molti genitori che giudicavano troppo alto il costo del pasto offerto dal Comune (6,50 euro a tariffa piena o più basso in base al reddito). D'altra parte, c'è chi contesta i mancati controlli sanitari sul cibo portato da casa - requisiti che invece vanno rispettati quando è il servizio mensa a fornire il pranzo.