
Nella formazione iniziale il tecnico rossoblù si concede il lusso del turnover: Ntcham con Rigoni dietro a Pandev, Gentiletti in difesa, Lazovic sulla fascia destra. Partenza confusa col Grifone che rischia subito da Gomez, Kurtic e compagni. Tegola per l'Atalanta all'11' quando Dramé, di recente autore di una splendida discesa sulla corsia sinistra, si fa male e lascia il posto a Spinazzola. Tra le file del Genoa spiccano soprattutto gli errori di Ntcham. Gasperini è costretto al cambio di nuovo al 35', quando deve uscire Konko per Zukanovic. La sberla arriva al 37': Ntcham perde l'ennesimo pallone, Kurtic trafigge facilmente Perin che poco prima aveva fatto un doppio miracolo sulla linea. Dieci minuti e la Dea raddoppia: Petagna mette dentro per Kurtic, Perin in controtempo tocca ma non basta. Si va al riposo su un 2-0 che non consente di essere ottimisti, visti i valori espressi in campo.
Juric prova a dare la scossa inserendo Simeone al posto di Ntcham: per lui 45 minuti da dimenticare. L'avvio vede un Genoa più propositivo: gran cross di Laxalt per Simeone e deviazione in rimessa laterale. All'11' Munoz e Perin salvano per due volte il Genoa dal capitombolo. Via Veloso, dentro Ninkovic per dare ancora più fiato all'attacco. Qualche occasione per Simeone, che però non riesce a capitalizzare. Al 32' è l'albanese Berisha a fare il prodigio: Simeone incorna su punizione, il portiere dell'Atalanta ci arriva con le mani, ribatte sul palo e poi respinge col piede sulla linea del gol-non gol. Entra pure Pandev per Gentiletti, e fanno quattro. Dopo due gol divorati, i bergamaschi trovano il 3-0 con Gomez. Nel finale rischia di arrivare anche il poker. Finisce dopo due soli minuti di recupero.
Risultato che non lascia spazio a interpretazioni: partita generosa e proficua da parte dell'Atalanta, Genoa mai all'altezza degli avversari. La sfida speciale tra Gasperini e Juric, passato e presente dei rossoblù, legati da un rapporto che dura dai tempi del Crotone, volge nettamente a favore del tecnico piemontese. Amicizia che però è ribadita dall'abbraccio finale tra i due. Ora la parola d'ordine tra i tifosi è 'umiltà': riscattato il derby con la bella vittoria sul Milan, ora si lavora alla sfida con l'Udinese per rialzarsi.
IL COMMENTO
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