
I fatti contestati vanno da gennaio 2008 a giugno 2009, quando il medico aveva un rapporto di lavoro esclusivo con la struttura sanitaria. Dalle indagini dei Nas, avviate nel 2009 nell'ambito di un'inchiesta più ampia che ha portato numerosi medici davanti ai giudici contabili, era emerso che l'anatomopatologa aveva registrato in regime privatistico oltre 1300 pap-test. Secondo i giudici, la violazione della legge risulterebbe dai verbali di sequestro dei vetrini dei pap-test e dalle intercettazioni telefoniche svolte nell'ambito delle indagini penali.
IL COMMENTO
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