cronaca

Classifica stilata a livello nazionale da Coldiretti
1 minuto e 19 secondi di lettura
Genova peggio di Catanzaro, Palermo, Caltanisetta e Catania. Ma peggio anche di Napoli, Caserta e Bari. Il capoluogo ligure si piazza infatti, solo dopo Reggio Calabria, come seconda provincia d’Italia nella triste classifica stilata da Coldiretti sulle agromafie.

Si tratta della graduatoria realizzata a livello nazionale ogni anno dall’organizzazione che rappresenta una parte dei produttori agricoli e che descrive e racconta il grado di infiltrazioni malavitose nel settore. Ma per capire perché Genova è alla stregua di una provincia del sud bisogna guardare al mare.

E’ lì infatti che si annida l’agromafia. Secondo Coldiretti il porto di Genova è un fulcro dei traffici strategico per tutto il nord Italia e non solo. Su navi in arrivo da Grecia e Tunisia arriva per esempio l’olio che va ad alterare il vero olio prodotto in Italia.

L'agromafia lucra sul marchio ‘made in Italy’
e la prova è anche nel formaggio che arriva dall'est europeo per essere destinati al Canada, il famoso Parmesan.

Formaggio segnalato anche in transito dal capoluogo ligure così come il famoso Barolla, vino in polvere che diluito in acqua è in grado diventato qualcosa di similmente lontano al Barolo.

Attenzione poi ai fiori in arrivo dal centr’africa pagati pochissimo per il costo esiguo della manodopera e talvolta spacciati per fiori nostrani.

Per ora non arrivano segnalazioni certe dell’alterazione del nostro caro basilico o delle olive taggiasche. Ma su questo Coldiretti Liguria chiede maggiore rigore. Un ulteriore Dop sull’olio taggiasco infatti darebbe maggiori tutele a tutti.