
Secondo gli inquirenti, la società che gestiva lo smaltimento potrebbe essersi aggiudicata l'appalto a un prezzo eccessivamente basso per recuperare poi le perdite con la truffa della vendita sottobanco del materiale che doveva essere smaltito. Il nuovo filone di inchiesta nasce dalle dichiarazioni rese ai pm romani da parte di uno degli arrestati nell'indagine principale (che a ottobre aveva portato agli arresti di 14 persone tra imprenditori e allora vertici di Cociv, il general contractor per la realizzazione dell'opera), l'ex direttore dei lavori Giampiero De Michelis.
Era stato lui a dire ai pm romani che parte del materiale di scarto dei lavori della galleria di Cravasco invece di essere smaltiti correttamente nella discarica di Isoverde o in Germania, potrebbero essere state rivendute di nascosto ad altre imprese. Per questo i magistrati genovesi hanno aperto un fascicolo di inchiesta con le ipotesi di reato della truffa e dello smaltimento illecito di rifiuti.
IL COMMENTO
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