
Parla a voce bassa, un po' timido e quegli occhi grandi e scuri si riempiono di lacrime quando racconta come è arrivato: "E' molto difficile spiegare a parole perchè ho trovato tantissime difficoltà sulla strada. In Libia sono molto cattivi, ho ricevuto tantissime bastonate e in Libia ho fatto anche la prigione, la vita lì è molto, molto difficile". Parla e sospira Fadil, usa il termine difficile perchè forse non riesce a trovare altro termine italiano per raccontare quello che ha subito e visto, ma basta guardare quegli occhi per intuire l'orrore.
"Nell'ovest del Camerun c'è un problema di violenza i miei genitori sono stati uccisi da una setta islamica Boko Haram e ho deciso così di scappare" spiega Fadil.
"Ora sto facendo la scuola per imparare l'italiano e anche un corso professionale. Vivo nella cooperativa Migrantes e sono molto felice perchè ho trovato una nuova famiglia in Italia simpatici e gentili".
Domani Fadil pranzerà con il Papa e quando racconta la sua emozione il viso finalmente si apre in un sorriso: "Quando ho saputo che avrei mangiato con Papa Francesco è stato come un sogno diventato realtà, sono molto, molto contento - racconta - se avrò la possibilità di dire qualcosa al Papa per prima cosa lo ringrazierò per le tante cose che fa per noi migranti e poi gli chiederò di pregare per la pace nel mondo".
Fadil 21 anni, migrante, arrivato 365 giorni fa in Italia su uno dei tanti barconi della speranza che vediamo tutti i giorni in tv. Lui è mussulmano ma non importa in Papa Francesco riconosce una grande persona e l'attenzione per gli ultimi e il pranzo, voluto fortemente dal Santo Padre tra i poveri, detenuti, migranti, lo testimonia.
Fadil sorride pensando all'incontro con il Papa, i suoi occhi grandi e profondi però raccontano il dolore, la fatica, il trauma di chi a 20 anni vede uccidere i suoi genitori e decide che l'unica speranza è scappare, attraversare la Libia, salire su una barca e attraversare il mare sperando in un futuro.
Gli occhi di Fadil sono gli occhi degli ultimi. Quelli che Papa Francesco ama.
IL COMMENTO
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