
E' stata la commissione parlamentare Antimafia in visita a Genova a tracciare un profilo piuttosto delicato della nostra regione.
A sottolinearlo è stata Rosy Bindi presidente della commissione. “La decapitazione dei vertici nel ponente e nel levante sembra aver solo scalfito la forza della malavita organizzata di origine calabrese in questa regione che tra quelle del nord Italia è quella in cui il fenomeno sembra piu’ radicato. Si sa – prosegue la Bindi – anche dei legami tra politica con liste civiche e alcune famiglie malavitose. Prova ne è lo scioglimento del comune di Lavagna”.
Importante anche l’intervento del senatore Franco Mirabelli membro della commissione Antimafia: “Stiamo rilevando che l’Ndrangheta tenta di occupare l’economia legale anche saltando la politica con riferimento alla sanità, trovando una maggiore accettazione sociale”.
E poi c’è il rapporto tra il calcio, le società e il mondo ultrà con infiltrazioni mafiose. Marco Di Lello mette la lente tra i tifosi rossoblucerchiati, in particolare del Genoa come era già emerso un paio di mesi fa: “Uno striscione di solidarietà ad un uomo condannato per traffico internazionale di stupefacenti non è casuale”.
Nel corso della due giorni dell’Antimafia a Genova è stato anche ascoltato a questo proposito il responsabile dello stadio Ferraris Marco Sanna.
A margine della conferenza conclusiva si è poi appreso che anche
l'operazione di vendita del Genoa è "sotto osservazione" della Commissione parlamentare antimafia.

IL COMMENTO
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