
Alla manifestazione hanno preso parte circa duecento donne in parte legate ai tre centri anti violenza presenti in provincia Genova (via Cairoli, via Mascherona e nel comune di Mignanego). Il danneggiamento del Muro delle Bambole sarebbe avvenuto ad opera di alcune donne che si sono staccate dal corteo e che già in occasione di una precedente manifestazione avvenuta in occasione dell'8 marzo, avrebbero riferito di avere intenzione di smontare il "Muro delle Bambole" della Regione Liguria.
Nessuna rivendicazione ufficiale, per ora, anche se fra le ipotesi per spiegare il danneggiamento c'è la contestazione alla politica a favore della famiglia tradizionale dell'ente del governatore Toti. Sul fatto indagano i poliziotti della Digos.
Regione Liguria esprime una 'ferma condanna' nei confronti del gesto. "Avremmo preferito che queste persone, tra cui molte donne - affermano la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale e l'assessore alla Cultura e Pari Opportunità Ilaria Cavo - avessero organizzato una manifestazione di protesta a seguito dei drammatici casi di stupro che si verificano troppo spesso nel nostro paese. Le donne dovrebbero manifestare non per un diritto che c'è ovvero il diritto all'interruzione volontaria di gravidanza, ma quando viene violato il diritto di una donna alla sua libertà e integrità, fisica e morale. L'interruzione volontaria di gravidanza - concludono - è un diritto garantito nel nostro sistema, ma forse le donne che erano in piazza questa sera non lo sanno".
IL COMMENTO
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