
L'ultima vittoria in trasferta risaliva addirittura al 5 marzo in Empoli-Genoa, mentre l'ultimo successo assoluto portava al 21 maggio contro il Torino. E guarda caso, allora come oggi, in rete risultava lui: Luca Rigoni. Non solo casualità, ma un modo diverso di giocare. Perché il Genoa visto in Sardegna è cambiato nella forma e nel colore al di là delle parole di Juric.
Quei tre centrocampisti assieme nel cuore del campo non si erano mai visti con lui in panchina. Poi è tornato dalla lunga squalifica Izzo e là davanti è salito in cattedra uno che sembrava prima destinato ai grandi palcoscenici della Premier League e poi a sparire dai radar per quel suo malessere di non sentirsi calcisticamente compreso: Adel Taarabt.
Eppure gli ingredienti del successo mancato alla Sardegna Arena c'erano tutti. Dai gol divorati di Galabinov al palo di Laxalt, dal gol dell'ex Pavoletti fino ad arrivare al fallo di mano di Veloso condito dal Var e dal conseguente rigore per il Cagliari. E invece no. Stavolta la squadra di Juric ha tenuto.
La crisi di risultati non è finita, ma ora si riparte da qualche punto fermo. Questo Genoa ha bisogno di gente come Izzo e Rigoni. E magari anche come di Lapadula. Ah, a proposito. Domenica alle 15 il Genoa va nella tana nel Milan. Un bel gol dell'ex sarebbe un buon modo per confermare che la svolta c'è davvero.
IL COMMENTO
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