
La manifestazione era solo Cisl e Uil, ma la Cgil ha parlato attraverso il segretario Susanna Camusso che ha chiesto al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano il ritiro del ricorso al Tar e al ministro Carlo Calenda di far ripartire il dialogo per "migliorare il piano ambientale". Emiliano e Calenda restano ancora fermi sulle loro posizioni, ma nessuno vuole fare la parte di quello che chiude la porta del dialogo. "Io sono più che disponibile a sedermi al tavolo, ma solo quando ho davanti persone che vogliono trattare nel merito e non fare solo ricorsi" ha detto Calenda annunciando che "il tavolo negoziale può continuare, noi siamo arbitri". "Liberiamoci da questo sortilegio dell'Ilva, per Taranto, per la Puglia e per l'Italia. Sediamo al tavolo alla presenza del sindacato, senza il quale non si può discutere di piano ambientale e aziendale": è l'esortazione fatta da Emiliano al consiglio regionale di oggi dove si doveva votare l'ordine del giorno che chiedeva il ritiro del ricorso. Al momento del voto in molti sono usciti dall'aula, fra i presenti: 13 astenuti, 8 contro e solo 2 a favore. Spirito collaborativo arriva dall'Antitrust europeo che ha acceso un faro anche sui lavori di risanamento ambientale e sui recenti eventi che hanno portato le polveri nere su Taranto insistendo sulla "necessità urgente" dei lavori di bonifica. La commissaria alla concorrenza Margarethe Vestager ha fatto sapere di trattare la questione Ilva "con alta priorità", per l'indagine sono state fissate "scadenze molto strette". La commissione si sta muovendo "il più rapidamente possibile" per arrivare a un verdetto, forse anche prima del 23 marzo 2018. Tornando a Taranto, il sindaco Rinaldo Melucci ha deciso di scrivere a Mattarella stigmatizzando "la reiterata mancanza di rispetto" di alcuni esponenti del governo "in spregio ad ogni principio di seria e leale collaborazione".
IL COMMENTO
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