
Il sindaco potrebbe chiedere lo sconto sulla cifra che Amt versa annualmente per l'integrazione tariffaria tra gomma e ferro. Un contratto che oggi vale 7 milioni e che il Comune vuole alleggerire. Del resto, che Trenitalia sia imprescindibile nella rete urbana lo dice un semplice numero: 22 stazioni nel solo territorio comunale. Resta da capire quale sarà la contropartita per l'eventuale ribasso.
Al momento il biglietto bus+treno non sembra a rischio, ma le condizioni non sono immutabili. E neanche il prezzo dei ticket. Sul piatto potrebbe finire anche Autoguidovie, controllata di Fs che possiede il 48% di Atp Esercizio, società che gestisce il servizio extraurbano e per ora esclusa dalla fusione con Amt, che riguarda solo Atp Spa.
Insomma, secondo Balleari il "matrimonio a tre" ipotizzato dalla stampa cittadina non s'ha da fare. Ai sindacati però non è andata giù la gara aperta dal Comune giustificata dalla necessità di evitare il taglio del 15% sui fondi governativi. Una procedura che ha alimentato più di un dubbio sulle reali intenzioni di Tursi, anche perché obbliga Amt e Atp a vincerla per aggiudicarsi il servizio.
Ma l'assessore alla mobilità scandisce, ancora una volta: "Vogliamo mantenere la gestione in house". Prossimi passi, la presentazione del Pums a febbraio e una revisione totale della rete su gomma per evitare sovrapposizioni e risparmiare sui costi d'esercizio.
IL COMMENTO
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