
Secondo quanto appreso l'uomo avrebbe raccontato che all'improvviso dalla sede di via Montevideo un gruppo di persone è scesa giù urlando e correndo verso gli antifascisti che stavano attaccando alcuni manifesti del corteo in uno spazio di affissione con cinghie e bottiglie in mano. Alcuni attivisti, tra cui il ferito, sono rimasti indietro e sono stati raggiunti. Per difendersi e riuscire a fuggire il 35 enne è riuscito a rovesciare addosso agli aggressori il secchiello della colla con cui stavano attaccando i manifesti.
Solo dopo, correndo verso corso Buenos Aires ha sentito un dolore alla schiena e quando ha raggiunto un luogo sicuro i suoi amici si sono accorti che stava perdendo sangue. Sulla ferita, che per pochi centimetri non ha colpito un rene, nei prossimi giorni probabilmente il sostituto procuratore Marco Zocco disporrà una consulenza medico legale per capire o meno se quel fendente avrebbe potuto o meno uccidere. Al 35enne sarebbero state anche mostrate le foto di alcuni militanti di estrema destra che erano presenti quella sera nella sede di via Montevideo ma sull'esito dei riconoscimenti vige il più stretto riserbo.
Nei prossimi giorni saranno convocati in Questura gli altri attivisti del gruppo antifascista. L'obiettivo è stringere il cerchio il più rapidamente possibile sull'autore di un episodio rispetto al quale il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi ha annunciato che non ci sarà nessuna indulgenza da parte della magistratura.
IL COMMENTO
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