
Nel corso di questi ultimi cinque anni si sono registrati importanti cambiamenti nella gestione dell’ictus ischemico. A fronte del trattamento fibrinolitico, che prevede la somministrazione per via endovenosa di una sostanza in grado di sciogliere il coagulo nell’arteria interessata, si è affiancata la trombectomia meccanica che presuppone la disostruzione del vaso attraverso dei devices atti ad aspirare, “catturare” il coagulo, nel punto in cui ostruisce il vaso, e viene effettuata solo in centri specializzati. Tali trattamenti hanno una finestra terapeutica limitata e richiedono una notevole organizzazione, per le procedure diagnostiche da espletare prima dell’eventuale trattamento.
“Tali avanzamenti presuppongono una stretta collaborazione tra i neurologi, i medici del 112, la cardiologia, la medicina d’urgenza, i neuroradiologi al fine di condividere le strategie e le metodologie per raggiungere l’obiettivo di una migliore cura ed assistenza dei pazienti.” spiega la dott.ssa Tiziana Tassinari, responsabile scientifico dell’evento e direttore della S.C. Neurologia di Pietra Ligure.
Oltre alla gestione del paziente in acuto, si parlerà delle complicanze del post ictus, quale la demenza e il ruolo del microbiota e della neuroinfiammazione sullo stroke. Uno spazio importante, poi sarà dato alla prevenzione secondaria e alla discussione dei casi basati sull’esperienza reale.
IL COMMENTO
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