
I residenti, rappresentati dall'avvocato Alberto Campanella, avevano denunciato che l'asilo era stato lasciato alle suore dalla famiglia Govone con l'impegno di utilizzarlo esclusivamente per ospitare dei bambini e che dunque accogliervi dei migranti sarebbe stato illegittimo. "Secondo noi - ha sottolineato l'avvocato Campanella - c'è stata una eccessiva rigidità del giudice nei confronti dei ricorrenti. Per non parlare poi dei tempi: se c'è voluto un mese per decidere su un ricorso d'urgenza, figurarsi quanto ci metteranno per decidere nel merito".
Gli abitanti, infatti, si riuniranno in assemblea lunedì sera per decidere se proseguire con il giudizio civile. "Visto che la nostra controparte - ha sottolineato il legale - non ha contestato la validità del lascito della famiglia Govone, potremo comunque continuare la causa per ottenere che venga rispettata la volontà testamentaria".
Il trasferimento dei profughi, una ventina in tutto, lo scorso novembre aveva suscitato numerose proteste dei residenti che avevano organizzato assemblee e cortei per dire no al centro. Un'altra parte di cittadini, invece, era scesa in strada in appoggio di don Giacomo Martino, che gestisce il centro. Era anche intervenuto il sindaco Marco Bucci che aveva incontrato i residenti "contro" promettendo investimenti per sette milioni di euro per migliorare il quartiere in cambio della fine delle proteste.
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