
La ricerca è stata condotta da Pietro Cataldi con il coordinamento di Ilker Bayer. La nuova pelle è stata sperimentata sui polpastrelli del robot iCub che grazie all'implementazione di tale tecnologia potrebbe avere una migliore presa sugli oggetti e una maggior versatilità. In particolare i ricercatori hanno trasformato un materiale plastico in un vero e proprio condensatore che, come nel touch screen degli smartphone, permette di tradurre una pressione in un segnale elettrico.
Per trasformare questo materiale è stato applicato a spray un inchiostro conduttivo a base grafene o nanofibre di carbonio. Le due tipologie testate hanno dimostrato caratteristiche diverse in quanto ad allungabilità, resistenza e facilità di applicazione ma entrambi gli inchiostri si sono rivelati conduttivi quando applicati al materiale plastico e flessibili almeno come la pelle umana.
In futuro, oltre a poter rivestire robot rendendoli più efficienti e sicuri, questi materiali potranno avere molteplici applicazioni: dall'elettronica indossabile in campo sportivo con solette che monitorano in tempo reale la distribuzione del peso corporeo sul piede, all'ambito prostetico aumentando il comfort dei dispositivi per il paziente con l'utilizzo di materiali soffici e flessibili.
IL COMMENTO
Che brutta quella piazza cerniera che doveva salvare il centro storico
La scienza dei sondaggi: ecco come lavoriamo per raccontare la realtà insieme a Primocanale