
Poi, con la casa di produzione Lenci che quest’anno compie 100 anni, la bambola diventa la migliore compagna di giochi per le bambine più fortunate. "Diventa un modello di quello che ci si aspettava dalle bimbe, ovvero che fossero sempre perfette, ben vestite e ben pettinate", racconta. "Alcune delle primissime bambole erano dei veri e propri pezzi da collezione con vestiti ricamati a mano e costi altissimi, tanto da diventare uno status symbol". Difficile credere che con le prime antenate fosse così semplice giocare. Una serie di artisti inizia anche a realizzare pezzi sempre unici, ma a fare fortuna è la Lenci, dal latino "Ludus est nobis constanter industria", fabbrica torinese che ben presto riscosse grande successo con le sue creazioni in panno. I volti imbronciati sono un po' una caratteristica comune. "Tra l'altro dietro alla tradizione della Lenci c'è una storia triste ma commovente, perché sono nate dalle mani di una mamma che perdendo la figlia ha iniziato a realizzare bambole che le sarebbero potute piacere".
Si arriva poi ai giorni nostri, con un’intera sezione dedicata a Barbie: la collezione esposta qualche anno fa a Milano è stata portata a Genova proprio in occasione di questo allestimento. E c’è anche la prima, prodotta nel 1959, che sfoggia un audace costume da bagno per l’epoca. "Con Barbie si passa dalla bambola - bambina alla bambola ragazza o donna. Questa sala mostra come nell'arco di pochi anni si sia trasformata la donna e con essa anche la moda", conclude la Piccioni. E così troviamo la Barbie hippie, la Barbie artista o la Barbie mamma, tutte straordinarie e dall'immenso valore.
IL COMMENTO
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