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Ugo Signorini sarebbe stato classificato un tempo, come un democristiano di sinistra, per la sua adesione a un fronte del grande partito che guardava più verso il Psi e il Pci, ma forse ancor più verso il mondo del sindacato, del lavoro, della difesa dei più deboli. Ma si tratta di una definizione riduttiva se si pensa solo che una delle ultime mosse della sua carriera fu di candidarsi a sindaco di Genova per il centro destra nel 1997, accettando i consigli e la spinta di un suo amico come don Baget Bozzo. Una decisione che gli costò molto e che finì con un suo ritiro da quella corsa per motivi di salute che ben rapresentavano il suo tormento di uomo retto e “dritto” che probabilmente aveva fatto una scelta troppo forte, troppo esterna alla sua storia personale e politica.
Signorini, infatti, era un cattolico molto impegnato, vicino alle battaglie importanti di parti politiche che forse non erano tanto vicine alla linea della Dc cui aderiva lealmente, ma con la quale discuteva frontalmente, con il suo carattere forte, polemico ma sempre molto leale. A lui si devono in una buona parte, nel suo ruolo di importante assessore all’Urbanistica della Regione negli anni Novanta, le decisioni di ridurre le emissioni di fumo dell’alto forno di Cornigliano, accanto alla mobilitazione popolare che non era certo targata Dc. A lui si deve il disegno fondamentale di Genova e della Liguria, grazie al quale, per esempio, si tracciò sul territorio ligure il percorso del Terzo valico ferroviario, che non tutti volevano e che anche grazie a lui tra qualche anno sarà una fondamentale opera finita.
Era un uomo non facile Ugo Signorini, ma con il quale si poteva discutere sempre e in maniera approfondita senza pregiudizi.
IL COMMENTO
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