
Loro sono diciannove, noi insegnanti in tre. Succede che uno di loro finisca vicino ad una signora, lui non e' bianco, non e' italiano, ed e' disabile, parla pochissimo, ma ha gli occhi buoni e intelligenti - scrive Pennati che aggiunge: "La signora vicino a lui contorce la bocca e inizia a lamentarsi. 'Poi non pagano nemmeno il biglietto!' esclama. Io e le mie colleghe la guardiamo incredule, non vogliamo credere che stia succedendo, lei continua, borbotta, e' davvero infastidita. Cosi', per farla tacere, una di noi le risponde che il biglietto i bambini ce l'hanno e l'hanno pagato tutti.
La signora, se cosi' si puo' chiamare, a un certo punto guarda il nostro piccolo con disprezzo, e ci chiede: 'Me lo potete togliere?'. Non e' infastidita dalla sua disabilita', perche', a volte, succede anche questo, ma dal colore della sua pelle". Le maestre allora hanno detto alla donna di alzarsi e spostarsi, cosa che lei ha fatto sedendosi accanto ad un'altra bambina, mentre i compagni di classe cercavano di consolare il loro amichetto, rimasto colpito dall'episodio.
La notizia, anticipata dai quotidiani locali, prosegue con un nuovo sfogo dell'insegnate: "Vorrei dire che tutto e' gia' successo, vorrei dirlo a quella ( se ancora esiste) che chiamiamo 'sinistra' che 'quel prima gli italiani' e 'rimandiamoli a casa loro' sono il risultato di cio' che non c'e' stato. Un'assenza. Una presa di posizione - scrive ancora sulle pagine del suo blog - Ci avete lasciate sole su quell'autobus, ci lasciate soli, ogni giorno, ognuno a difendere il proprio pezzo di dignita'".
IL COMMENTO
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