
Graziella Quattrocchi, la sorella di Fabrizio, aveva comunicato di non voler partecipare all'iniziativa di intitolare il ponte sul Bisagno al fratello, proprio per tutelare la sua memoria. "Non intendiamo usurpare quel posto a nessuno. Io ho fatto presente che avevo deciso di non partecipare all'intitolazione, se poi il Comune ha deciso di non fare l'evento ben venga", sottolinea la sorella del contractor. "La nostra famiglia non ha mai chiesto nulla - precisa - in questi anni ho partecipato a manifestazioni in tante città che hanno deciso spontaneamente di intitolare onorificenze, premi, strade e piazze alla memoria di Fabrizio. E ho sempre presenziato con gioia. Noi però non vogliamo contestazioni che non ci riguardano", ha affermato Graziella Quattrocchi.
"L'intitolazione di un ponte, di una via, di un qualsiasi riconoscimento alla memoria di Fabrizio "deve essere un momento di unione e condivisione per tutta Genova e non di divisione", ha concluso la sorella di Fabrizio.
"Consideriamo positivamente la scelta del Comune di Genova, nella persona del sindaco Marco Bucci, di rinunciare all'intitolazione a Fabrizio Quattrocchi della passerella sul Bisagno già conosciuta con il nome di Attilio Firpo, non solo per consuetudine cittadina ma anche in numerosi documenti ufficiali", ha sottolineato Anpi Genova in una nota, chiedendo "all'amministrazione di confermare ciò che i cittadini hanno sempre riconosciuto ossia che quello è il Ponte Attilio Firpo". "Salutiamo con rispetto e ringraziamo la signora Graziella Quattrocchi per la sensibilità dimostrata nel voler evitare che, in nome di un riconoscimento verso il fratello, si facesse offesa ad un'altra famiglia, creando una lacerazione forte tra i genovesi - osserva l'Anpi Genova - Avremmo preferito che queste considerazioni fossero state avanzate dalla civica amministrazione prima di effettuare una scelta toponomastica, ma di fatto strumentale e politica che ha dimostrato un'evidente insensibilità storica. Grazie alla famiglia Firpo e a tutti i genovesi che hanno condiviso la nostra preoccupazione, in nome di scelte rispettose della storia e delle persone".
IL COMMENTO
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