
Ruggeri smentisce personalmente le indiscrezioni («In relazione alle notizie apparse su alcuni media, smentisco - fa sapere un comunicato - un mio coinvolgimento nell'acquisizione dell'UC Sampdoria"), tuttavia torna dopo cinque anni ad essere accostato alla società blucerchiata. Nella primavera del 2015, infatti, era stato accreditato di un possibile ingresso nella dirigenza, a fianco di Ferrero che era in carica da meno di un anno, con l'acquisto di una significativa partecipazione azionaria e l'insediamento nel ruolo di vicepresidente. Ma al momento di tirare le somme non se ne era fatto nulla.
Adesso Ruggeri sarebbe pronto a subentrare in prima persona a Ferrero, alla guida di un pool di investitori intenzionati a non apportare, almeno inizialmente, modifiche all'organigramma societario: Romei resterebbe come amministratore delegato, Osti direttore sportivo, Pecini capo dell'area tecnica. Il gruppo Ruggeri aspetterebbe soltanto il momento più opportuno per uscire allo scoperto.
Domani intanto Ferrero saprà se l'inchiesta Obiang, giunta all'udienza preliminare, finirà con l'archiviazione o proseguirà con il rinvio a giudizio: questa seconda ipotesi potrebbe porre problemi di opportunità, se non di incompatibilità, con la conservazione della carica e dei poteri di presidente; e quindi accelerare prospettive alternative.
In serata l'avvocato Antonio Romei ci ha gentilmente contattato per riferirci quanto segue:
«1. Non mi occupo della vendita della Sampdoria;
2. Ricopro la carica di Vicepresidente e di legale della Sampdoria, ma non l’incarico di amministratore delegato;
3. Non ho parlato con Alessandro Ruggeri della vendita della Sampdoria né di un mio coinvolgimento quale amministratore delegato».
Prendiamo atto della cortese e tempestiva missiva dell'avvocato Romei, che peraltro non smentisce nulla di quanto da noi scritto, salvo precisare un passaggio forse equivocabile e quindi da meglio chiarire.
Nel riferire che nella visione del gruppo Ruggeri egli «resterebbe come amministratore delegato», con quel “come” evidentemente non intendevamo la riconferma in una carica oggi non ricoperta, ma un "resterebbe in società come", per una “promozione” rispetto all'attuale ruolo di vicepresidente, in un incarico oggi svolto dallo stesso presidente.
IL COMMENTO
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