
Il padiglione C, dice ancora il Galliera, "dista parecchie centinaia di metri da tutte le diagnostiche, dalle unità di Terapia intensiva, dal Pronto Soccorso, dal Blocco operatorio centrale, servizi indispensabili nella gestione di tutti i pazienti, compresi quelli covid-19 positivi. Abbiamo lavorato in questi anni per centralizzare le degenze verso i padiglioni A, A1, AS ed il corpo storico B. In questa fase emergenziale legata al covid-19 abbiamo accolto i pazienti sospetti e positivi in un unico padiglione (A1) di quattro piani adiacente all'area di Terapia Intensiva, alla Rianimazione ed al Pronto Soccorso, mentre per le altre degenze si utilizzano i padiglioni del corpo storico (A, AS e B)". Per questi motivi, dice ancora l'ospedale, "in questa condizione sarebbe assurdo 'disperdere' i pazienti nel padiglione C, logisticamente distante, sottoponendo a rischi elevati pazienti ed operatori".
"La maggiore criticità che l'ospedale sta vivendo al momento non è la scarsita' di spazi, tanto che sono state disattivate alcune aree di degenza a favore dell'accorpamento, bensì la scarsità di personale sanitario dedicato all'assistenza, colpito anch'esso in parte dall'infezione covid-19. Appare opportuno eliminare ogni equivocità circa il fatto che il problema si possa risolvere con l'aumento di posti letto. La criticità non è solo legata alla disponibilità dei posti letto, ma al voler garantire l'adeguata assistenza ad ogni ricoverato, che può essere garantita solo grazie al personale necessario per assisterlo", conclude la nota dell'ospedale genovese.
IL COMMENTO
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