
Da giocatore ha disputato due Giochi olimpici (2000, 2004) e vinto il mondiale 2001 a Fukuoka, protagonista della finale con tre reti nel 4-2 alla Jugoslavia. Parla italiano Gabi: vent’anni fa indossò la calottina del Pescara.
L’Italia, adesso, chiama di nuovo: c’è la Pro Recco nel suo destino dopo il biennio del guru Rudic. Curiosità: ai Giochi di Rio il giovane Hernández sfidò e superò Ratko, all’epoca coach del Brasile. Oggi le strade tornano a incrociarsi: “Un’ispirazione arrivare dopo di lui – afferma il neo mister biancoceleste -. La Pro Recco rappresenta una sfida, ma anche una allegria: per un allenatore guidare questa squadra è una opportunità fantastica. La mia filosofia? Una formazione con 'commitment' molto grande, ogni giocatore deve sentirsi importante, per questo penso sia meglio una rosa più compatta. Punto su giocatori con senso di appartenenza che è un qualcosa che va oltre la lunghezza del contratto; il talento individuale è importante, certo, ma da solo non basta se non viene messo al servizio del gruppo. Non sarà complicato trasmettere questo messaggio: tutti i giocatori vogliono vincere e per farlo, essendo la pallanuoto uno sport di squadra, devono essere consapevoli che c’è bisogno di un gruppo”.
Conclusa in anticipo la stagione a causa del Coronavirus, si comincia a programmare il futuro con gli obiettivi di sempre, dare l’assalto a campionato e Champions League: “In Italia ci sono 3-4 squadre nella fascia alta e poi le altre. La Pro Recco non ha mai vinto facilmente il titolo, il Brescia negli ultimi anni è stata una formazione compatta, pericolosa: l’ultimo Scudetto si poteva decidere ai rigori se quel tiro nei secondi finali non fosse andato a sbattere sul palo. Tutti vorranno sconfiggerci, dovrà essere una ulteriore motivazione per i giocatori. In Champions ci sono sempre almeno quattro-cinque squadre che possono vincere, è una competizione complicata durante la quale incontri momenti difficili che puoi superare solamente se hai un gruppo coeso e con una connessione molto forte. Caratteristiche che, non a caso, possedevano le ultime due formazioni che hanno alzato la coppa, Olympiacos e Ferencvaros”.
Soddisfatto il presidente Maurizio Felugo: "Gabi Hernández è un allenatore moderno, con idee, personalità ed esperienza internazionale: le sue squadre hanno sempre avuto una precisa identità di gioco. Lavoreremo per affidargli una formazione altamente competitiva, più contenuta nel numero dei giocatori per privilegiare l’aspetto della compattezza, in coerenza con il momento storico di grandi sacrifici che stiamo facendo e allineandoci al gruppo a cui apparteniamo con orgoglio. Gli diamo il benvenuto a distanza con la speranza di accoglierlo quanto prima a Recco: vorrebbe dire aver ritrovato la normalità ed essere tornati a giocare a pallanuoto, quello che più amiamo".
IL COMMENTO
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